“MILITE IGNOTO: UN VIAGGIO LUNGO CENT’ANNI”. IL POLIFONICO IN CONCERTO AD AQUILEIA


Il 28 ottobre 1921, in basilica ad Aquileia, Maria Bergamas, mamma gradiscana che aveva perso il figlio in guerra alcuni anni prima, sceglieva la bara del Milite ignoto che poi avrebbe attraversato l’Italia in una sorta di pellegrinaggio “popolare” in treno fino all’altare della Patria a Roma. Era l’atto conclusivo delle manifestazioni che nel dopoguerra avevano coinvolto e commosso tutto il Paese con i drammi e le ferite della Prima guerra mondiale ancora tutti aperti e sanguinanti. Le altre dieci bare invece vennero collocate in un giardinetto alle spalle della basilica poi diventato il Cimitero degli eroi.
Quella storia, quegli avvenimenti, quelle vicende saranno rivissute a cento anni di distanza in una serie di manifestazioni che uniranno metaforicamente Aquileia a Roma così come avvenne nel 1921. Il Polifonico farà la sua parte: è stato infatti invitato a proporre – giovedì 28 ottobre, sempre in basilica, con inizio alle ore 20:30 – musiche intonate a quella storia non tanto per farla rivivere quanto per riflettere sui drammi che sempre le guerre suscitano soprattutto tra la popolazione più umile. Il coro – dopo un De profundis in onore di tutti i caduti, quelli al di qua e quelli al di là dei confini – eseguirà musiche sacre e in particolare “Il pianto della madre”, idealmente dedicato proprio a Maria Bergamas protagonista della scelta della salma del Milite ignoto. Una attenzione particolare sarà data ai tanti sardi della Brigata Sassari morti nelle tante battaglie dell’Isonzo con il brano “Non poto reposare” nella versione per violoncello e coro di Valter Sivilotti. Il concerto – che sarà preceduto dall’esibizione di un trio (pianoforte, violino e violoncello) – si concluderà con un ancoraggio ad Aquileia Mater, culla della cristianità del Nord est, con il brano “Ubi caritas et amor” su testo di Paolino d’Aquileia (Premariacco, 750 circa – Cividale, 11 gennaio 802) che è stato vescovo longobardo e patriarca di Aquileia (che risiedeva a Cividale del Friuli) dal 787 all’802. Accompagneranno il coro, diretto da Fabiana Noro, Ferdinando Mussutto (pianoforte), Antonio Merici (violoncello) e Gabriele Rampogna (percussioni).