CONCERTI IN BASILICA 2020 – Domenica 9 agosto il Trittico aquileiese di Daniele Zanettovich in prima assoluta

Cappella Altoliventina – Sandro Bergamo
Regia di Carla Manzon
Progetto Socoba e Coro Polifonico di Ruda

scena dal trittico aquileiese

scena dal trittico aquileiese

Aquileia: la madre del dramma sacro

Il “Trittico aquileiese” di Daniele Zanettovich in prima esecuzione assoluta

«Drammi sacri: una altro capitolo della storia della musica da rifare completamente», scriveva padre Pellegrino Ernetti (1925-1994), monaco benedettino, esorcista, fisico ed esperto paleografo, cultore di musica prepolifonica, tra i massimi studiosi del repertorio musicale aquileiese. «Sinora gli storici dicono che il dramma sacro è nato in Francia, verso il XII secolo, dalla corruzione del tropo e della sequenza. È falso. E dico subito: il dramma sacro (con i documenti sinora reperiti) è nato ad Aquileia, verso il VII-VIII secolo, dai responsori ed antifone dialogate». Affermazioni che trovano prova nel codice 234 della Biblioteca Arcivescovile di Udine che si apre con il dramma Visitatio sepulchri, del VII-VIII secolo per l’appunto. «Com’è noto, gli altri tre drammi sono il Planctus Mariae, la Annunciatio e la Resurrectio, anche su questi drammi si sarebbe non poco da dire, soprattutto sul Planctus Mariae, il quale, quanto alla musica, dovrebbe essere datato almeno dal secolo XI», prosegue Ernetti.

Un unicum nell’ampio spettro delle eredità custodite nel rito liturgico e nelle pratiche musicali di Aquileia, il più grande centro cristiano d’Italia a partire dal IV secolo assieme a Milano, caratterizzato da un rito proprio particolarmente raffinato chiamato aquileiese o patriarchino, che durò per tredici secoli e fu soppresso solo nel 1596 con il Sinodo di Udine.
Nel novero di queste peculiarità, il dramma sacro si configura chiaramente come una forma tutta aquileiese, dove rito e scena, verbo ed azione, canto e drammaturgia si fondono per divenire un vero e proprio teatro sacro da realizzarsi al centro della Basilica, con personaggi, scene, costumi, azioni, canti e recitazioni in grado di tradurre il mistero della fede in qualcosa di vitale, aderente al quotidiano, umanizzato, nel novero di repertori unici, dove compostezza, austerità, lirismo, pietà e pathos si innalzano insieme alla massima espressione.

Il compositore Daniele Zanettovich, straordinario musicista e didatta la cui ricca produzione trova spesso ispirazione dallo studio del repertorio aquileiese, di cui anch’egli è indiscutibile esperto, compone nel 2011 il “Trittico aquileiese”, tre grandi quadri costruiti sulle melodie dei drammi sacri dei codici conservati presso il Museo Archeologico di Cividale (Annunciatio, Planctus Mariae, Resurrectio e Visitatio Sepulchri, questi due ultimi vengono raccolti insieme). Un’opera che viene oggi presentata in prima esecuzione assoluta nella sua integrità, con musica e scene, nel luogo ideale deputato quale la Basilica di Aquileia, per un evento senza precedenti con la Cappella Altoliventina diretta da Sandro Bergamo e la regia a cura di Carla Manzon.

L’organico strumentale è composto da liuto, o chitarra, flauto, tromba, arpa, marimba, tamburi, campane e organo. Le voci sono affidate al coro e ai solisti chiamati a ricoprire i ruoli del popolo, Maria, l’Angelo, Elisabetta, Maddalena, Giovanni e Gesù. Si conta anche la presenza di un cantastorie aggiunto ex-novo dal compositore, per una figura esterna ai fatti rappresentati cui sono affidati i preludi di ogni quadro su testi di poeti toscani del XIV secolo: Fazio degli Uberti, Antoni Pucci e Giannozzo Sacchetti. Tutte le parti cantate che utilizzano il testo latino sono tratte dai testi originali, riportati dal compositore anche nella partitura moderna su un tetragramma con didascalie originali e altre nuove prodotte da Zanettovich. L’opera, come da prassi esecutiva, si chiude con il Te Deum in tonus solemnis, dove tutti i personaggi e il coro si alternano cantando il testo e la melodia dal Liber Usualis, o in alternativa come prevede il componimento, un Alleluia affidato al coro.

Alessio Screm