CONCERTI IN BASILICA 2020: OTTO APPUNTAMENTI DEDICATI ALLA MUSICA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


Una stagione difficile causa Covid-19, ma di successo

Una stagione dominata dalle regole restrittive per la lotta alla pandemia da Covid-19, ma contrassegnata da un successo di partecipazione e dalla particolarità dei programmi proposti: tutti dedicati ad autori del Friuli Venezia Giulia. Una stagione che potremmo definire ‘indigena’ ma che ha permesso di scoprire lati poco conosciuti della produzione musicale autoctona che meritavano di essere proposti all’attenzione del pubblico spesso disorientato dalle proposte esterofile di quasi tutti i festival locali e internazionali.

Organizzati in collaborazione con il Polifonico di Ruda, gli otto appuntamenti dell’edizione 2020 dei Concerti in basilica hanno proposto un vasto panorama della produzione musicale del Friuli Venezia Giulia a partire dai drammi sacri aquileiesi recuperati dal maestro Daniele Zanettovich negli archivi del Museo archeologico nazionale di Cividale. E’ stata la Cappella Altoliventina, specialista di questo repertorio, ad offrire una specialissima messa in opera del Trittico aquileiese, concerto che ha dato la stura allo svolgimento degli altri programmi fino alla musica contemporanea di Alessio Domini e Gianfranco Plenizio.

Gli organisti Manuel Tomadin e Gerwin Hoekstra hanno aperto la stagione con musiche d’organo dei friulani Giovan Battista Tomadini, Leonardo Marzona e Giovan Battista Candotti quindi, dopo l’appuntamento con i drammi sacri, il concerto nella basilica di santa Eufemia a Grado ha messo in luce le musiche degli autori Luciano Turato, Vito Levi e Marco Sofianopulo per ritornare poi alla basilica di Aquileia con l’omaggio al maestro Orlando Dipiazza, altro autore importante del Novecento friulano.

La seconda parte della stagione ha visto protagonisti gli Archi del Friuli Venezia Giulia che hanno proposto un programma dedicato ad Albino Perosa e al Novecento friulano e la Stagione armonica di Padova che, di nuovo a Grado, ha proposto musiche del Seicento e Settecento di Orindio Bartolini, Giovanni Aloisi, Benedetto Bellinzani e Alessandro Pavona tutti maestri di cappella tra Udine, Sacile e Cividale del Friuli. Il Coenobium vocale si è concentrato sui Motetti eucaristici di Jacopo Tomadini, con intermezzi organistici di Giovanni Battista Tomadini, mentre i Filarmonici friulani e il Polifonico hanno concluso la stagione con un concerto sinfonico-vocale molto partecipato e dedicato ai compositori Alessio Domini e Gianfranco Plenizio.