IL CORO POLIFONICO DI RUDA PRESENTA: “GLI ORGANI A CANNE DELLA DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE”

Organo di Budoia

In due volumi di oltre ottocento pagine la storia musicale di un territorio

Lunedì 16 dicembre, ore 18.00, nell’ex convento di san Francesco la presentazione del lavoro, voluto e realizzato dal Coro Polifonico di Ruda

Grande appuntamento con la storia e soprattutto con la memoria, lunedì 16 dicembre prossimo, a Pordenone. Alle ore 18.00, nell’ex convento di san Francesco, in piazza della Motta, saranno infatti presentati i due volumi dedicati agli organi a canne della diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta del lavoro voluto e cominciato dal Coro Polifonico di Ruda una ventina di anni fa con il quale l’associazione friulana si è assunta il compito di catalogare tutti gli organi a canne delle quattro diocesi della regione Friuli Venezia Giulia. Un lavoro immane che, dopo i volumi dedicati alle diocesi di Trieste, all’arcidiocesi di Gorizia e all’arcidiocesi di Udine approda, appunto, a Pordenone con due volumi di oltre 800 pagine cadauno, editi dalla casa editrice Serassi, realizzati da Andrea Guerra e Fabio Metz, nei quali si racconta la storia musicale del territorio. Prosegue quindi l’impegno intrapreso dal Coro Polifonico di Ruda nella catalogazione degli organi a canne custoditi nelle chiese del Friuli Venezia Giulia, sconfinando, in questa occasione, nel territorio delle province di Venezia e Treviso.

In 147 schede risultano censiti 125 strumenti, più 4 appartenenti a privati. Ogni scheda si articola in una parte storico-critica, comprendente anche la trascrizione dei documenti, e in una tecnico-descrittiva, che, per gli organi realizzati indicativamente fino al 1900, si rifà profondamente alla scheda di catalogo SMO, tuttavia riproponendo in forma meno schematica le numerose e articolate voci. Non manca un adeguato apparato fotografico a corredo con oltre 600 immagini.

Dall’impegnativo lavoro di ricerca delle fonti (aggiornata e assai corposa risulta anche la bibliografia) e sul campo a ispezionare gli strumenti e a rilevare dati, emerge un patrimonio organario di significativo interesse e, benché non particolarmente ricco di strumenti antichi, tuttavia alcuni di questi assumono una rilevanza straordinaria, come il cinquecentesco organo di Vincenzo Colombi a Valvasone, o quello settecentesco di Giacinto Pescetti a Polcenigo, senza dimenticare, solo per citare i più celebri, i nomi di Nachini, Callido, De Lorenzi e, in particolare, dei Bazzani, di cui proprio nel pordenonese si ritrovano le origini della famiglia e di cui si conservano 6 strumenti. Non pochi sono gli organi recenti e di pregio, in gran parte realizzati dai friulani Zanin, i quali, iniziando con il capostipite Valentino nella prima metà dell’Ottocento, fino ai giorni nostri hanno fornito metà degli organi alle chiese diocesane.

Interverranno alla presentazione dei due volumi il presidente del Polifonico, Adriano Pelos; il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini; l’assessore comunale alla cultura, Pietro Tropeano; mons. Renato De Zan per la diocesi di Concordia-Pordenone; Federico Lorenzani per la casa editrice Serassi di Reggio Emilia. Dopo l’intermezzo musicale con l’organista Cristiano Dell’Oste, mons. De Zan dialogherà con i curatori dei due volumi alla scoperta delle tante chicche, delle tante novità e dei tanti segreti attorno agli strumenti a canne presenti in pratica in tutte le chiese della destra Tagliamento.