LA MUSICA DEI CIELI: A RAVENNA, PER DANTE, IL MEGLIO DEL REPERTORIO DEL POLIFONICO

Chiesa di San Francesco, RavennaDopo il brano iniziale De profundis di Arvo Pärt, il programma si articola in un viaggio musicale immaginario tra i Cieli del Paradiso, di cui desidera evidenziare un personaggio o un elemento che ne caratterizzino la peculiarità.

Cielo I – Piccarda Donati , dopo aver mostrato a Dante come ogni anima sia felice del luogo dove si trova, si dissolve cantando l’Ave Maria.

Cielo II – Tra gli Spiriti attivi che cantano e danzano manifestando la loro gioia con aumento di fulgore, vi è l’imperatore Giustiniano, figura simbolica della Legge terrena che risponde alla Legge divina , il quale svanisce cantando Osanna, Deus sabaoth.

Cielo III – Alla fine del dialogo con Carlo Martello che predice al poeta gli inganni che dovrà subire la sua discendenza, Dante rivolge un ampio rimprovero agli uomini che, attratti dalle vanità terrene, distolgono la loro anima dall’unico vero bene che è Dio.
Blazhen muzh , tratto dalla liturgia ortodossa ,è il Salmo 1, Beatus via qui timet Dominum, che loda colui che vive nel rispetto delle leggi divine.

Cielo IV – Tra gli spiriti sapienti che cantano e danzano intorno a Beatrice e Dante, vi è Tommaso d’Aquino che loda San Francesco, dipinto come un Sole voluto dalla Provvidenza, che non disdegnò di unirsi in mistiche nozze con Madonna Povertà.
Les quatre petites prières de Saint Francois d’Assise di Francis Poulenc , composte nel 1948, in un momento di profonda religiosità dell’autore, sono una vera celebrazione musicale dell’umiltà del santo di Assisi, affidata ad uno spoglio e dimesso coro di francescani.

Cielo V – Cacciaguida, antenato di Dante, si fa portavoce dello sdegno del poeta per la corruzione cui è caduta Firenze, ormai immemore della purezza degli antichi costumi. O vos omnes di Pau Casals, accorata preghiera della settimana santa, da voce al dolore del poeta per una città “sobria e pudica” ormai perduta.

Cielo VI – E quello degli spiriti giusti. Tra loro Traiano, tornato in vita, credette in Cristo e si riempì di una tale carità da guadagnarsi la salvezza andando in Cielo. Rifeo, attraverso il dono della grazia divina, fu sommamente giusto in vita e ricevette da Dio la conoscenza della futura Redenzione: egli vi credette e da quel giorno rinnegò il paganesimo. Spassenye sodelal, È creata la Salvezza, Alleluia!

Cielo VII – Pier Damiani, spirito contemplativo, dichiara di essere sceso lungo la scala solo per manifestare la gioia dei beati per la presenza di Dante e non perché provi un amore più intenso verso di lui, in quanto le altre anime provano un amore pari o superiore al suo (come dimostrato dal loro splendore fiammeggiante).E’ stata la volontà divina a incaricare il beato di farsi incontro a Dante, facendo leva sul suo ardore di carità. Ed è per evidenziare questo ultimo aspetto che si basa il brano Ubi caritas del giovane compositore estone Ola Gjeilo il quale, impressionato da un brano omonimo del francese Maurice Duruflé, ne riprese lo stile, proponendo all’inizio in forma omofonica il tema gregoriano originario,

Cielo VIII – Ai cherubini, forze motrici di questo cielo, è dedicato il bellissimo Cherubym hymne, di Dmitri Bortnjanski , dalla atmosfera piena di delicato afflato angelico.

Cielo IX – è il cielo del trionfo delle gerarchie angeliche; a dare suono a questo cielo è Stetit angelus di Giovanni Bonato, dall’atmosfera onirica ed irreale, “L’Angelo stava in piedi con l’incensiere d’oro; E il fumo ascende al cospetto di Dio” .

Cielo X Empireo – la preghiera di San Bernardo alla Vergine perché interceda per Dante presso Dio si traduce in musica con l’Ave Maria di Franz Biebl, mentre la perfetta beatitudine del poeta che vede la luce di Dio trova la sua voce in Lux aurumque di Eric Whitacre.